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Escursioni e Passeggiate sul Monte Vettore e visita del Lago di Pilato

« …se vi scopre qualcuno è male accolto (…) Non è molto che ci sorpresero due uomini, uno dei quali era un prete. Questo prete fu condotto a Norza e là martirizzato e bruciato; l’altro fu tagliato a pezzi e gettato nel lago da quelli che l’avevano preso »

(Antoine De la Sale, Il Paradiso della Regina Sibilla, 1421)

Si tratta di un laghetto situato a 1940 m. all’interno dell’ex circo glaciale del monte Vettore. La sua peculiarità è data dall’aspetto a forma di occhiali.

Una delle leggende narra che il lago di Pilato nasce quando il deicida Ponzio Pilato si “lavò le mani”; secondo un’altra versione invece, egli richiese che, dopo la sua morte, il suo corpo fosse composto su di un carro trainato da quattro bufali e che lo stesso fosse lasciato andare là dove quegli animali l’avrebbero portato. Così fu fatto, ed essi arrivarono ai bordi di questo lago e vi si buttarono dentro con tutto il carro e il corpo di Pilato. Secondo una ulteriore versione, non fu il deicida Pilato a chiedere che il suo corpo fosse messo su un carro, ma fu essa stessa una punizione e gli animali da traino in questa versione erano tori. In passato è stato chiamato il lago “della Sibilla”, perché il monte Sibilla lo fronteggia. Il lago quindi deve la sua fama di posto maledetto a causa del corpo ivi custodito, per questo motivo, fino a tempi più o meno recenti è stato frequentato da maghi e negromanti che solo in quel luogo incantato e fuori dal tempo riuscivano a propiziare i loro riti.

Per arrivare al Lago di Pilato è possibile partire da Foce, una piccola frazione di Montemonaco. Da qui dovrete camminare per oltre due ore su una strada sterrata in direzione sud, passando attraverso il Piano della Gardosa (questo tratto è eventualmente percorribile con qualche cautela anche in auto, risparmiando circa mezz’ora; è sufficiente informarsi presso la Casa del Parco sita alla fine del paese).

Alla fine della stradina si prosegue lungo un ripido sentiero sulla sinistra, all’interno di un boschetto, fino a raggiungere i pendii della Valle del Lago di Pilato, a circa 1.500 metri di quota. A questo punto procedendo in direzione sud, sempre in prossimità del fondo della valle, si apre un ambiente via via più grandioso, fino a raggiungere la conca del Lago di Pilato, a 1.940 metri di quota. In alternativa si può partire sia dal versante Marchigiano, e precisamente da Forca di Presta da cui si segue il percorso per arrivare alla cima del monte Vettore, arrivati al rifugio Tito Zilioli si inizia a scendere a sinistra verso la valle del lago, sia dal versante Umbro, e precisamente dalla Capanna Ghezzi, passando per Forca Viola (dei tre è il sentiero più agevole).

Il lago ospita un particolare organismo, il Chirocefalo del Marchesoni: si tratta di un piccolo crostaceo di colore rosso che misura 9-12 millimetri e nuota col ventre rivolto verso l’alto. La zona presenta anche un insetto molto piccolo detto Ditiscide, coleottero acquatico nero di origine boreo-alpina.

È severamente vietato bagnarsi nelle acque del lago. Bisogna mantenere una distanza di almeno 5 metri dal bordo per evitare di calpestare le uova del chirocefalo deposte a riva, tra le rocce in secca. Nonostante questi divieti e i controlli da parte degli Agenti del Corpo Forestale dello Stato non è raro imbattersi in gruppi di turisti che, incuranti o ignari delle restrizioni di legge, si immergono o si bagnano i piedi nelle acque o ne prelevano per dissetarsi.

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Posted: 7 gennaio 2014

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