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VILLACOLLE VISSO

L’affittacamere Villacolle vi aspetta a Visso, uno dei Borghi più belli d’Italia, sede centrale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini dove i Fiumi Ussita e Nera si incontrano

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VISSO & DINTORNI

Venite a scoprire Visso, le sue leggende e la sua storia

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Le vostre recensioni di Villacolle in Valnerina

Siete stati a dormire a Visso in Valnerina nelle nostre camere? da oggi siamo presenti sui migliori Social Network dedicati ad alberghi, agriturismi, b&b e hotel in Valnerina, rilasciate la vostra recensione!

 

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MOSTRA MERCATO INTERNAZIONALE DEL TARTUFO PREGIATO DI NORCIA E DEI PRODOTTI TIPICI

Vi aspettiamo dal 21 al 23 Febbraio e dal 28 Febbraio al 2 Marzo 2014 in occasione della Mostra Mercato del Tartufo Nero di Norcia. Per informazioni  contattateci

 

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LE CAMERE DI VILLACOLLE VISSO

L’affittacamere Villacolle vi aspetta a Visso comune della Valnerina e sede centrale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. In questa splendida residenza recentemente ristrutturata vi sentirete come a casa vostra. Le nostre Camere, caratterizzate da un arredamento sobrio ed elegante sono tutte dotate di riscaldamento, di letti con doghe in legno e materassi ortopedici, free Wi-fi, armadio guardaroba e scrittoio. Potrete rilassarvi e divertirvi Visitando tutto il vasto territorio della Valnerina e dintorni spaziando dalle Cascate delle Marmore ai Pantani di Accumoli “passando per” Le Grotte di Frasassi, il sito archeologico di Carsulae, il Museo delle Mummie di Ferentillo, Le Cascate de lu Cognuntu, Il Monte Vettore, il Lago di Pilato, Castelluccio di Norcia,Le Gole Dell’Infernaccio, il Criptoportico preromano, la Grotta della Sibilla, l’Abbazia di Sant’Eutizio, il museo della Scuola chirurgica Preciana, il Museo dei Manoscritti di Giacomo Leopardi, il vecchio sentiero della ferrovia Spoleto – Norcia, l’Abbazia di San Benedetto da Norcia, l’ecomuseo del Cervo, Campi e la valle Campiana, i Pantani di Accumoli, il Lago di Fiastra e il Santuario di Macereto. Non mancheranno occasioni di divertimento anche per i più sportivi che potranno partecipare a escursioni in mountain-bike, discese del fiume Corno praticando rafting, sci da discesa negli impianti di Frontignano, Monteprata e Forche Canapine e sci di fondo presso il Pian Grande di Castelluccio.

 

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TARIFFE VILLACOLLE VISSO

Disponiamo di camere accoglienti come nei migliori hotel e agriturismi. Disponiamo di camere doppie, matrimoniali o triple con tariffe che variano a seconda della stagione da 65€ agli 85€ a notte. L’aggiunta di culle per bambini di età fino a tre anni è gratuita. L’orario check-in è dalle ore 16:00 fino alle ore 18:30 (rimaniamo comunque a disposizione per qualsiasi altra esigenza). L’orario del check-out è fino alle ore 11:00.

Per qualsiasi ulteriore informazione non esitate a contattarci

 

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LA COLAZIONE A VILLACOLLE VISSO

L’affittacamere Villacolle Visso vi offre la possibilità di degustare gratuitamente con un buono a persona del valore di 2,00 € la vostra prima colazione nei seguenti bar convenzionati presenti a pochi passi dalla struttura:

Pasticceria Vissana

Bar Gelateria Montebovi

Bar Pasticceria Sibilla

Bar Centrale

 

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BIANCHERIA DA BAGNO E KIT DI CORTESIA OSPITI

Le nostre camere sono dotate di bagno privato con asciugacapelli (phon), teli doccia, viso e ospiti in spugna di cotone 100%, sarà a vostra disposizione il kit di cortesia dotato di cuffia doccia, bagnoschiuma, shampoo e saponetta.

 

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BIANCHERIA DA CAMERA DI VILLACOLLE VISSO

I nostri ospiti potranno riposare su materassi ortopedici e reti con doghe in legno. Le lenzuola sono di puro cotone con coperte, sottocoperte e cuscini ignifughi. il riassetto giornaliero verrà eseguito dalle ore 9:00 alle ore 11:00. Il cambio della Biancheria da letto avverrà ogni tre giorni.
Info Biancheria da Bagno e Kit di cortesia.

Vi aspettiamo per un fantastico soggiorno nella nostra struttura immersa nel Parco Nazionale dei monti sibillini in Valnerina.

 

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Offerta Ponte dell’Immacolata 8 dicembre

Villacolle Visso vi offre dal 4 all’ 8  Dicembre per il ponte dell’Immacolata:

camera matrimoniale per due notti a 120,00 € anziché 140,00 € con ticket colazione inclusi

camera matrimoniale per tre notti a 180,00 € anziché 210,00 € con ticket colazione inclusi

A presto!!!

 

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Offerta ponte del 2 Giugno

Villacolle Visso vi offre dal 30 Maggio al 01 Giugno:

camera matrimoniale una notte 60,00€ due notti 100,00€ con ticket colazione inclusi

camera quadrupla una notte 70€ due notti 120,00€ con ticket colazione inclusi

A presto!!!

 

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Sconto del 10% in ristoranti convenzionati

Villacolle Visso vi offre uno sconto del 10% utilizzabile sia a pranzo che a cena nei seguenti ristoranti convenzionati

 

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Ciaspolata week-end Gennaio Febbraio

Domenica 01 Febbraio 2015 Siamo lieti di invitarvi alla Grande ciaspolata su terreno facile e adatta a tutti con La Mulattiera Trekking al prezzo di 100,00 euro per camera matrimoniale o doppia con colazione inclusa nel prezzo per la notte del 31 Gennaio 2015.

Ai piedi del Vettore: Capanna Ghezzi e Pian Perduto

Ormai abbiamo neve in abbondanza e possiamo finalmente partire a piedi direttamente dai Piani di Castelluccio, risalendo i Colli Alti e Bassi fino Capanna Ghezzi, sotto la mole maestosa del Vettore, e da lì, salite le prime pendici del Monte Abuzzago, discendere sino a traversare Pian Perduto. Paesaggi nordici di grande suggestione, su un itinerario poco battuto e, a ritorno, chi lo desidera potrà fermarsi a Castelluccio per un pranzo tipico!

Km 8,5
Dislivello in salita 350 m
ore (soste incluse) 3 e mezza
Diff. E.

N.B.: previsto percorso con minore dislivello e lunghezza in alternativa e con seconda guida, per permettere la partecipazione anche a chi non si sentisse in grado di compiere l’intero percorso.

Abbigliamento consigliato: abbigliamento caldo e impermeabile, giacca a vento o piumino, ghette (se possedute), berretto, guanti, ricambi asciutti da tenere in auto. Inoltre acqua, o bevande calde in thermos, generi di conforto, snack, crema solare, burro cacao. La calzatura ideale è uno scarpone o doposci impermeabile, tuttavia è possibile usare qualsiasi calzatura invernale alta, calda e a forte scolpitura. Attenzione! I Moon Boot di misura superiore al 37/38 non entrano nelle ciaspole!

Primo appuntamento ore 9:00 presso l’Emporio della Sibilla, via Anicia, Norcia
Secondo appuntamento, ore 10:00 a Castelluccio, in piazza.
Prenotazione obbligatoria: Coop La Mulattiera: 0736 808102 o 3394513189 o 3201723752
La Guida escursionistica ambientale Marco Fazion vi accoglie a Castelluccio. In caso di ritardo all’arrivo, chiamatelo al 3473782818. Si raccomanda la massima puntualità.

 

 

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Sentieri di Gusto

Per il rilancio delle attività economiche e del turismo nelle zone dell’alto maceratese colpite dal sisma.

Due giorni tra arte, natura e buon cibo

Vi aspettiamo per l’iniziativa promossa dalla Confartigianato di Macerata il 22 ed il 23 Ottobre 2016

Locandina sentieri di Gusto

 

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La notte romantica dei borghi più belli d’Italia: 25 Giugno 2016

 

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Passeggiate con i Muli

La Mulattiera è una Societa’ Cooperativa da molti anni attiva nel settore ambientale come la formazione, l’accompagnamento e la gestione delle risorse naturali e turistiche del territorio. Come spesso accade anche noi abbiamo iniziato per caso, organizzando per i nostri amici (e per noi naturalmente) trekking e arrampicate nella zona dei bellissimi Monti Sibillini … Poi pero’ gli amici sono cresciuti ed i loro ed i nostri desideri diventavano di volta in volta obiettivi sempre piu’ impegnativi: dal trekking con zaino in spalla al trekking aiutati dai muli … dalla passeggiata di alcune ore all’arrampicata in forra o sul monte Vettore … dalla pesca delle trote nei fiumi della zona … alla voglia di discendere il fiume in sella ad un canotto … Negli anni la coperativa e’ riuscita ad interagire con le altre realta’ del territorio in cui lavora, riuscendo a stringere dei rapporti solidi con molti aspetti delle culture di queste zone: i mulari innanzitutto, ma anche esperti di fiumi e di rafting, professionisti dell’arrampicata, conoscitori attenti dei percorsi secolari delle transumanze, di appassionati dell’avvistamento e riconoscimento degli animali nel loro abitat naturale … e naturalmente di innumerevoli appassionati delle passeggiate con il naso all’insu’. E come dimenticare le fattorie dove si fa ancora il formaggio o il miele caratteristico di queste parti, i mulini da cui escono ancora le farine per fare i dolci ed il pane piu’ buono, i frutteti e le coltivazioni biologiche: sono innumerevoli contatti che oltretutto allietano le merende delle nostre escursioni.

PER INFO E CONTATTI

 

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XVII Settimana Nazionale dell’Escursionismo PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI 2015

VENERDÌ 26 GIUGNO

(T) ALLE SORGENTI DEL NERA CASTELSANTANGELO SUL NERA,
escursione turistica tra emergenze storiche artistiche del territorio

AE Brandimarti Luciano Sez. Macerata – Cell. 349.871517 Tel. 0733.53951 – luciano.brandimarti@gmail.com

(E) MONTE PORCHE E PALAZZO BORGHESE ANDATA E RITORNO

AE Nazzareno Azzurro Sez. Fermo – Cell. 333.6701435 cronosorologi@libero.it

(E) LE LAME ROSSE, GROTTA DEI FRATI, GOLE DEL FIASTRONE – ANELLO

ASE-S Marcello Ragni Sez. Perugia – Cell.335.6794803 amicocai@yahoo.it

“LA MONTAGNA MERAVIGLIOSA”

Una salita al Gran Sasso d’Italia nel 1794 nelle parole di Orazio Delfico.

Lettura scenica per attrice e quartetto d’archi con Susanna Costaglione ensemble musicale composta da viola, violino, violoncello e arpa.

“UN CUORE ROSSO SUL GRAN SASSO”

Un film d’arte di Sandro Visca presentato e commentato dall’autore Evento speciale al Padiglione Italia, BIENNALE DI VENEZIA, 54.

Serata a cura dell’AE Claudio Di Scanno

LOCANDINA CON APPROFONDIMENTI

 

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3° Edizione “Adoro stare qui!” 7 giugno

Anche quest’anno, domenica 7 giugno 2015, il Gruppo Runners San Gemini in collaborazione con il Comune di Ussita,

l’Ente Parco dei Monti Sibillini, l’Associazione Territoriale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, l’ENDAS e naturalmente della Famiglia Riccini, organizza la 3° Edizione della manifestazione “ADORO STARE QUI!”, una giornata per Danilo.

Una gara podistica di 8,5 km ed una passeggiata ecologica di 6,4 e 8,5 Km, per non dimenticare il nostro compagno Danilo Riccini. Nella splendida cornice del Parco dei Monti Sibillini, ripercorreremo strade e sentieri tanto cari a Danilo dove lui soleva allenarsi.

Un giorno per ricordare e non dimenticare un amico che amava lo sport e l’aria aperta, proprio come noi.  Un giorno della memoria da vivere con serenità.

Ricordiamo che l’ iscrizione è 3,00 € per la gara competitiva e 2,00 € per la non competitiva. Al termine della manifestazione l’organizzazione offrirà un ristoro conviviale.

VOLANTINO DELLA MANIFESTAZIONE

 

 

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Ciaspolata week-end Gennaio Febbraio

Domenica 01 Febbraio 2015 Siamo lieti di invitarvi alla Grande ciaspolata su terreno facile e adatta a tutti con La Mulattiera Trekking al prezzo di 100,00 euro per camera matrimoniale o doppia con colazione inclusa nel prezzo per la notte del 31 Gennaio 2015.

Ai piedi del Vettore: Capanna Ghezzi e Pian Perduto

Ormai abbiamo neve in abbondanza e possiamo finalmente partire a piedi direttamente dai Piani di Castelluccio, risalendo i Colli Alti e Bassi fino Capanna Ghezzi, sotto la mole maestosa del Vettore, e da lì, salite le prime pendici del Monte Abuzzago, discendere sino a traversare Pian Perduto. Paesaggi nordici di grande suggestione, su un itinerario poco battuto e, a ritorno, chi lo desidera potrà fermarsi a Castelluccio per un pranzo tipico!

Km 8,5
Dislivello in salita 350 m
ore (soste incluse) 3 e mezza
Diff. E.

N.B.: previsto percorso con minore dislivello e lunghezza in alternativa e con seconda guida, per permettere la partecipazione anche a chi non si sentisse in grado di compiere l’intero percorso.

Abbigliamento consigliato: abbigliamento caldo e impermeabile, giacca a vento o piumino, ghette (se possedute), berretto, guanti, ricambi asciutti da tenere in auto. Inoltre acqua, o bevande calde in thermos, generi di conforto, snack, crema solare, burro cacao. La calzatura ideale è uno scarpone o doposci impermeabile, tuttavia è possibile usare qualsiasi calzatura invernale alta, calda e a forte scolpitura. Attenzione! I Moon Boot di misura superiore al 37/38 non entrano nelle ciaspole!

Primo appuntamento ore 9:00 presso l’Emporio della Sibilla, via Anicia, Norcia
Secondo appuntamento, ore 10:00 a Castelluccio, in piazza.
Prenotazione obbligatoria: Coop La Mulattiera: 0736 808102 o 3394513189 o 3201723752
La Guida escursionistica ambientale Marco Fazion vi accoglie a Castelluccio. In caso di ritardo all’arrivo, chiamatelo al 3473782818. Si raccomanda la massima puntualità.

 

 

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L’infinito Festival a Visso in onore di Giacomo Leopardi

A Visso dal 3 al 16 Agosto “L’Infinito Festival” :

teatro, musica, letture, concerti e arte dedicati a Giacomo Leopardi e non solo

PER INFO

 

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Torneo delle Guaite

Manifestazione storica del 1200-1300. Cinque Guaite del territorio tra Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera si contendono il palio in una gara di tiro con l’arco.
Un’avvincente gara di tiro con l’arco, splendidi vestiti, dame e messeri tra le vie del paese, ci rimandano indietro nel tempo ricreando un’atmosfera incantevole tra le cittadine dei Monti Sibillini.

 

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ECOMUSEO DEL CERVO NEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

 

Suggestivi diorami (ricostruzioni di ambienti naturali) consentono di esplorare gli ambienti più caratteristici del Parco: la faggeta d’inverno, il bosco di querce e aceri in autunno, gli ambienti umidi e le sorgenti, i piani carsici e le alte vette. All’ingresso un grande maschio di cervo, con un imponente palco, accoglie i visitatori mostrando il suo nobile portamento. Più avanti, un plastico rappresenta il territorio del Parco, così da poterne comprendere la morfologia e gli ambienti che lo caratterizzano. A seguire si trovano un diorama del bosco con a fianco un tronco d’albero, su cui sono riprodotti i funghi e la fauna che grazie ad esso vivono. Proseguendo, si incontra la ricostruzione di un ambiente fluviale con i pesci e gli uccelli che lo abitano. Si arriva quindi alle alte vette, dove un’aquila reale domina severa dall’alto di una rupe. Ci si può stendere tra i fiori dei piani di Castelluccio ad osservare una suggestiva sequenza di immagini dei paesaggi, della flora e della fauna del parco. Dei pannelli didattici e un’ampia galleria fotografica guidano il visitatore lungo il percorso, anticipando le splendide sensazioni che possono essere vissute in questi luoghi. Inoltre una postazione multimediale consente di viaggiare nel passato, rievocato dai racconti e dalle immagini di pastori e anziani del luogo. Ai bambini è dedicato uno spazio in cui possono dipingere e disegnare ‘Il Parco con i loro occhi’.

Incontrare il cervo:

Dell’ecomuseo fa parte anche anche il Centro faunistico, in cui è possibile osservare i cervi e scoprirne abitudini e comportamenti. Il centro è costituito da una vasta area recintata, di circa 29 ettari, in cui vivono diversi esemplari di cervo. Oltre ad essere uno strumento di conoscenza per i visitatori e gli studiosi, il centro rappresenta un tassello fondamentale del più ampio progetto di reintroduzione che ha portato di nuovo il cervo a vivere libero nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Per visitare il sito ufficiale clicca qui

 

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Escursioni e Passeggiate sul Monte Vettore e visita del Lago di Pilato

« …se vi scopre qualcuno è male accolto (…) Non è molto che ci sorpresero due uomini, uno dei quali era un prete. Questo prete fu condotto a Norza e là martirizzato e bruciato; l’altro fu tagliato a pezzi e gettato nel lago da quelli che l’avevano preso »

(Antoine De la Sale, Il Paradiso della Regina Sibilla, 1421)

Si tratta di un laghetto situato a 1940 m. all’interno dell’ex circo glaciale del monte Vettore. La sua peculiarità è data dall’aspetto a forma di occhiali.

Una delle leggende narra che il lago di Pilato nasce quando il deicida Ponzio Pilato si “lavò le mani”; secondo un’altra versione invece, egli richiese che, dopo la sua morte, il suo corpo fosse composto su di un carro trainato da quattro bufali e che lo stesso fosse lasciato andare là dove quegli animali l’avrebbero portato. Così fu fatto, ed essi arrivarono ai bordi di questo lago e vi si buttarono dentro con tutto il carro e il corpo di Pilato. Secondo una ulteriore versione, non fu il deicida Pilato a chiedere che il suo corpo fosse messo su un carro, ma fu essa stessa una punizione e gli animali da traino in questa versione erano tori. In passato è stato chiamato il lago “della Sibilla”, perché il monte Sibilla lo fronteggia. Il lago quindi deve la sua fama di posto maledetto a causa del corpo ivi custodito, per questo motivo, fino a tempi più o meno recenti è stato frequentato da maghi e negromanti che solo in quel luogo incantato e fuori dal tempo riuscivano a propiziare i loro riti.

Per arrivare al Lago di Pilato è possibile partire da Foce, una piccola frazione di Montemonaco. Da qui dovrete camminare per oltre due ore su una strada sterrata in direzione sud, passando attraverso il Piano della Gardosa (questo tratto è eventualmente percorribile con qualche cautela anche in auto, risparmiando circa mezz’ora; è sufficiente informarsi presso la Casa del Parco sita alla fine del paese).

Alla fine della stradina si prosegue lungo un ripido sentiero sulla sinistra, all’interno di un boschetto, fino a raggiungere i pendii della Valle del Lago di Pilato, a circa 1.500 metri di quota. A questo punto procedendo in direzione sud, sempre in prossimità del fondo della valle, si apre un ambiente via via più grandioso, fino a raggiungere la conca del Lago di Pilato, a 1.940 metri di quota. In alternativa si può partire sia dal versante Marchigiano, e precisamente da Forca di Presta da cui si segue il percorso per arrivare alla cima del monte Vettore, arrivati al rifugio Tito Zilioli si inizia a scendere a sinistra verso la valle del lago, sia dal versante Umbro, e precisamente dalla Capanna Ghezzi, passando per Forca Viola (dei tre è il sentiero più agevole).

Il lago ospita un particolare organismo, il Chirocefalo del Marchesoni: si tratta di un piccolo crostaceo di colore rosso che misura 9-12 millimetri e nuota col ventre rivolto verso l’alto. La zona presenta anche un insetto molto piccolo detto Ditiscide, coleottero acquatico nero di origine boreo-alpina.

È severamente vietato bagnarsi nelle acque del lago. Bisogna mantenere una distanza di almeno 5 metri dal bordo per evitare di calpestare le uova del chirocefalo deposte a riva, tra le rocce in secca. Nonostante questi divieti e i controlli da parte degli Agenti del Corpo Forestale dello Stato non è raro imbattersi in gruppi di turisti che, incuranti o ignari delle restrizioni di legge, si immergono o si bagnano i piedi nelle acque o ne prelevano per dissetarsi.

 

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Tel 0039 339 726 5177
Fax 0039 1782733399

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Passeggiate con i Muli

La Mulattiera è una Societa’ Cooperativa da molti anni attiva nel settore ambientale come la formazione, l’accompagnamento e la gestione delle risorse naturali e turistiche del territorio. Come spesso accade anche noi abbiamo iniziato per caso, organizzando per i nostri amici (e per noi naturalmente) trekking e arrampicate nella zona dei bellissimi Monti Sibillini … Poi pero’ gli amici sono cresciuti ed i loro ed i nostri desideri diventavano di volta in volta obiettivi sempre piu’ impegnativi: dal trekking con zaino in spalla al trekking aiutati dai muli … dalla passeggiata di alcune ore all’arrampicata in forra o sul monte Vettore … dalla pesca delle trote nei fiumi della zona … alla voglia di discendere il fiume in sella ad un canotto … Negli anni la coperativa e’ riuscita ad interagire con le altre realta’ del territorio in cui lavora, riuscendo a stringere dei rapporti solidi con molti aspetti delle culture di queste zone: i mulari innanzitutto, ma anche esperti di fiumi e di rafting, professionisti dell’arrampicata, conoscitori attenti dei percorsi secolari delle transumanze, di appassionati dell’avvistamento e riconoscimento degli animali nel loro abitat naturale … e naturalmente di innumerevoli appassionati delle passeggiate con il naso all’insu’. E come dimenticare le fattorie dove si fa ancora il formaggio o il miele caratteristico di queste parti, i mulini da cui escono ancora le farine per fare i dolci ed il pane piu’ buono, i frutteti e le coltivazioni biologiche: sono innumerevoli contatti che oltretutto allietano le merende delle nostre escursioni.

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Frontignano Bike Park

L’unione tra passione – competenza e impegno danno vita ad un “progetto”  dedicato interamente a chi dello sport e della natura ne fa una filosofia di vita… perchè sport è benessere e natura è serenità… e dove creare questo angolo di paradiso dedicato agli sportivi se non nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini?

Stefano Marchegiani unendo l’amore per la sua terra ed anni di passione per la bicicletta ha dato vita ad  un grande concatenamento di eventi  attraverso la scoperta e valorizzazione della miriade di sentieri esistenti. Il tutto sempre nel rispetto della natura salvaguardardando la bellezza del territorio, e sensibilizzando tutti i frequentatori della montagna circa le difficoltà, le insidie e la pericolosità di un ambiente a volte ostile seppur pieno di fascino.

IL MOTTO E’:

Avvicinare tutti alla Montagna ed offrire un servizio a 360°

RUNNING – BIKE – MTB – CORSI PER ADULTI E BAMBINI – EVENTI – GARE – ENDURO – FREE RIDE – DOWN HILL – ALL MOUNTAIN – ESCURSIONI CON GUIDA MTB SPECIALIZZATA – OFFERTE PRO BIKERS – STRUTTURE RICETTIVE – NOLEGGIO – OFFICINA – SHOP PROTEZIONI, CASCHI, VESTITI TECHNICI  – FAMILY CYCLE E MOLTO ALTRO!!!

INFO E CONTATTI

 

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Castelluccio di Norcia

 

Fioritura al chiaro di Luna, ogni petalo diventa specchio dove si baciano le stelle, eco verde di Sibilla fa danzar gli steli di quei papaveri sparsi tra l’oro dei campi… Lontano, vago ululato di lupo grigio, arcano messaggero di quei freschi silenzi, nati dagli scrosci eterni dei fontanili attorno, mentre pecore e chiacchiere ardono assieme così, in quella saporita immensità …madre dell’Infinito.

(Notturno a Castelluccio, Manlio Visintini, 2009)

Il paese si trova a circa 20 km da Visso, raggiungibile attraverso una strada panoramica, posto in cima ad una colle che si eleva sull’omonimo altopiano (Piani di Castelluccio) tra i più vasti dell’Italia centrale ed inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ad una altitudine di 1.452 m s.l.m. che ne fanno uno dei centri abitati più elevati degli Appennini.

Di fronte ad esso si erge imponente la sagoma del Monte Vettore (2.476 m). La presenza dell’uomo nella zona è testimoniata sin dall’epoca romana, con il rinvenimento di alcuni oggetti in terracotta presso la Fonte di Canatra, in località Soglio. Inoltre, nelle fondamenta di una casa furono rinvenute nei secoli passati diverse monete romane risalenti al periodo dell’imperatore Claudio II il Gotico (III secolo), e lungo la strada che conduce a Forca di Presta, si trovò anche la tomba di un soldato romano. Il nucleo attuale risale al XIII secolo, anche se alcune ricerche tendono a retrodatarne la fondazione.

Tra fine maggio e i primi giorni di luglio, l’altopiano di Castelluccio è testimone di un evento di particolare importanza, La Fioritura. Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo, viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso. Anche se la festa della “Fiorita” ricade nella terza e nell’ ultima domenica di Giugno, non esiste un preciso giorno per ammirare questo incantevole spettacolo. Ogni anno tutto è affidato all’andamento climatico della stagione. Le specie floreali che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto in questo periodo, sono innumerevoli, camminando lungo i sentieri possiamo incontrare: genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e tant’altro.

Per ulteriori informazioni su Castelluccio di Norcia clicca qui

 

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LA SCUOLA CHIRURGICA DI PRECI

” Pulchra Sabina Preces Prisca Chirurgis Patria ”

La Scuola Chirurgica Preciana nacque all’interno dell’Abbazia di Sant’Eutizio dove i monaci benedettini, dediti quotidianamente alla stesura ed alla lettura di testi cominciarono a conoscere numerose specie e varietà di piante e ad apprendere ed affinare sempre più le proprietà terapeutiche fino a stilare un ricettario nel quale le illustravano. L’apprendimento fu molto veloce ed in breve tempo si specializzarono in alcune tecniche operatorie fino a fondare la Scuola che venne ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa nel 1215 a seguito dell’emanazione del Concilio Lateranense. In questo avvenimento, il clero era stato richiamato a svolgere una maggiore cura teologica-spirituale eliminando di fatto quei ruoli che svolgevano e che si allontanavano troppo dalla figura del religioso, come appunto l’arte medica. I monaci quindi, al fine di preservare la sapienza medica e l’arte chirurgica da loro assimilata nei secoli, cominciarono ad istruire una trentina di famiglie di Norcia e Preci. A quel tempo gli abitanti della valle, dediti principalmente all’agricoltura, ai pascoli ed alla pastorizia, si erano via via specializzati nell’anatomia, mattazione e castrazione degli animali con lo scopo di poter poi rivendere nelle vicine città i prodotti conservati sotto sale. Essendo quindi già abili esperti in fatto di anatomia e sezione, seppur praticata sugli animali, appresero senza grosse difficoltà l’arte chirurgica e diedero vita a vere e proprie dinastie. Grazie a quest’arte riuscirono ad imparare dai medici complesse nozioni, ed il loro grado di conoscenze e di cultura si elevarono, così come la loro condizione sociale ed economica. I chirurghi che ne derivarono erano chiamati chirurghi empirici, cioè coloro che non avevano frequentato l’università e che quindi basavano le loro conoscenze sulla pratica e non su quelle teoriche.

Mano a mano perfezionarono le tecniche operatorie, anche grazie all’utilizzo di nuovi strumenti chirurgici da loro stessi inventati e ben presto la loro fama si estese oltre i confini della penisola anche grazie ad interessanti trattati di medicina che stilarono. Le famiglie di medici di Preci conobbero il loro maggior periodo di fama nel XVI secolo quando si specializzarono nelle cura dell’ernia inguinale, delle patologie dell’occhio e di quelle urologiche, come ad esempio la rimozione della cataratta o l’estrazione dei calcoli e la loro presenza era ambita dagli ospedali delle più importanti città italiane fino ad essere richiesti anche da diverse corti Europee

 

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L’ABBAZIA DI SANT’EUTIZIO A PRECI IN VALNERINA

Questo mio sermone in rima O’ facto con tucto lo core. Gildo di Cecco 2 magio 1612 Guaita de Sancto Ticio.

Son pecoraro e bado a la mia gregge Sul monte che d’Euticio è dirimpetto Se il tempo bono me riscalla e regge Voglio ferir de Marco lu dispetto, De Marco lu compare traditore Che a tradimento me rubò l’amore. […]

(Elegia Popolare, Sant’Eutizio, 1612)

Agli inizi del V secolo nella Valcastoriana giunse un gruppo di monaci ed eremiti siriani.

Questi padri si stabilirono nella valle ma non si costruirono un’abitazione, bensì presero dimora presso delle grotte artificiali, scavate nella pietra.

In ogni grotta vivevano due monaci: un anziano chiamato “abba” e un giovane che imparava “il mestiere” di eremita. Lo stile di vita di questo insediamento monastico pre-benedettino suscitò in breve tempo ammirazione e interesse tra gli abitanti, i quali capirono l’umiltà e la spiritualità del loro modo di vivere. La devozione ai monaci fu tale che molti abitanti si unirono alla loro comunità; questa comunità abbaziale fu fondata originariamente da Santo Spes, Sant’Eutizio e San Fiorenzo.

Santo Spes fu il precettore di San Benedetto da Norcia, di Sant’Eutizio e di San Fiorenzo. Prima di dare vita all’Abbazia, S. Spes eresse nella valle un oratorio dedicato alla Vergine Maria aiutato da altri eremiti sparsi nella Valnerina umbra; dopo un breve arco di tempo, dove sorgeva l’oratorio venne costruita l’Abbazia il cui primo abate fu proprio Santo Spes. Grazie a questa comunità la Valcastoriana divenne un importante centro spirituale del movimento benedettino.

Il 28 marzo del 510 Santo Spes morì ed il suo posto all’interno della comunità monasatica fu preso da S. Eutizio, sotto la cui guida la comunità riuscì a mantenere un sano equilibrio e a raggiungere una forma ben definita ed organizzata.

Per celebrare l’impegno di Sant’Eutizio, venne eretta una chiesa in suo onore, nella quale alla sua morte, il 23 maggio del 540, furono deposte le spoglie dell’abate. Egli fu una figura molto importante per la comunità, tanto che venne chiamato l’evangelizzatore della valle.

Nel periodo altomedievale l’abbazia fu arricchita da molte donazioni. La prosperità di cui godeva l’Abbazia permise ai monaci, che ormai vivevano sotto la Regola di San Benedetto, di migliorare gli edifici del complesso monastico e di dotarsi di un’efficiente biblioteca e di uno scriptorium, all’interno del quale furono redatti i celebri codici liturgici dell’Abbazia di Sant’Eutizio, codici che testimoniano la forte esperienza di vita e di fede vissuta dai monaci.

In questo momento di splendore nacque presso l’Abbazia la famosa Scuola chirurgica preciana, che rese Preci famosa in tutta Europa con l’appellativo di “Pulchra Sabina Preces Prisca Chirurgis Patria”.

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IL LAGO DI FIASTRA

Le ninfe chiesero al lago: “Perchè piangi per la morte di Narciso?”; il lago rispose: “Perchè nel fondo dei suoi occhi contemplavo la mia bellezza”[…]

( Herman Hesse , Narciso e Boccadoro , 1930)

In una conca circondata da bellissimi colli verdeggianti con i Monti Sibillini sullo sfondo, si trova il Lago di Fiastra il più grande bacino idroelettrico della Regione Marche, il cui scopo era quello di fornire energia elettrica nella Valle del Fiastrone. San Lorenzo al Lago è il paese che sorge sulle rive del lago ed ebbe origine dopo che la conca venne completamente riempita. Il suo nome San Lorenzo deriva da un piccolo paese che si trovava sul fondo della valle chiamato San Lorenzo al Fiume e che, insieme ad altri piccoli nuclei abitativi, venne per sempre sommerso dalle acque. L’area intorno al lago era già nota da un punto di vista archeologico ben prima della costruzione della diga. Molteplici furono le scoperte fatte in prossimità di San Lorenzo al Fiume: tombe con corredi sacri, frammenti di vasi di ceramica attribuiti al neolitico, lame, raschiatoi e grattatoi che servivano all’uomo paleolitico per cacciare e per grattare le pelli. Oggi questi tesori e reperti appartenenti al passato sono stati restituiti alla comunità marchigiana e custoditi presso il Museo archeologico nazionale delle Marche. Il lago è un serbatoio di energia preziosa e le sue acque vi colpiranno e stupiranno per la loro limpidezza ed intensità di colore. Azzurro chiaro, azzurro scuro, turchese, zaffiro, verde smeraldo, blu cobalto, numerose sono le sfumature che vi appariranno e che saranno sempre diverse con il variare della luce, della luminosità e degli scorci e promontori da cui lo ammirerete

 

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ECOMUSEO DEL CERVO NEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

 

Suggestivi diorami (ricostruzioni di ambienti naturali) consentono di esplorare gli ambienti più caratteristici del Parco: la faggeta d’inverno, il bosco di querce e aceri in autunno, gli ambienti umidi e le sorgenti, i piani carsici e le alte vette. All’ingresso un grande maschio di cervo, con un imponente palco, accoglie i visitatori mostrando il suo nobile portamento. Più avanti, un plastico rappresenta il territorio del Parco, così da poterne comprendere la morfologia e gli ambienti che lo caratterizzano. A seguire si trovano un diorama del bosco con a fianco un tronco d’albero, su cui sono riprodotti i funghi e la fauna che grazie ad esso vivono. Proseguendo, si incontra la ricostruzione di un ambiente fluviale con i pesci e gli uccelli che lo abitano. Si arriva quindi alle alte vette, dove un’aquila reale domina severa dall’alto di una rupe. Ci si può stendere tra i fiori dei piani di Castelluccio ad osservare una suggestiva sequenza di immagini dei paesaggi, della flora e della fauna del parco. Dei pannelli didattici e un’ampia galleria fotografica guidano il visitatore lungo il percorso, anticipando le splendide sensazioni che possono essere vissute in questi luoghi. Inoltre una postazione multimediale consente di viaggiare nel passato, rievocato dai racconti e dalle immagini di pastori e anziani del luogo. Ai bambini è dedicato uno spazio in cui possono dipingere e disegnare ‘Il Parco con i loro occhi’.

Incontrare il cervo:

Dell’ecomuseo fa parte anche anche il Centro faunistico, in cui è possibile osservare i cervi e scoprirne abitudini e comportamenti. Il centro è costituito da una vasta area recintata, di circa 29 ettari, in cui vivono diversi esemplari di cervo. Oltre ad essere uno strumento di conoscenza per i visitatori e gli studiosi, il centro rappresenta un tassello fondamentale del più ampio progetto di reintroduzione che ha portato di nuovo il cervo a vivere libero nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

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IL MUSEO DEI MANOSCRITTI DI GIACOMO LEOPARDI

Il territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, e di tutte le Marche, è caratterizzato da paesaggi che spesso vengono definiti idilliaci. Un esempio di tanta bellezza è senz’altro rappresentato dai “Monti Azzurri” che hanno influenzato e ispirato la poesia di Giacomo Leopardi, divenendo il luogo di proiezione e di corrispondenza dei suoi stati d’animo. Per il turista è senz’altro un’affascinante sorpresa scoprire che proprio nel cuore di questi monti sono stati conservati – ed ora esposti nel Museo dei Manoscritti Leopardiani – alcuni tra i più preziosi manoscritti autografi del grande poeta marchigiano. Le pregiate carte sono pervenute a Visso da Bologna. Erano in possesso di Prospero Viani, preside del liceo Galvani, il quale per esigenze economiche aveva deciso di venderle per quattrocento lire. Il 29 marzo 1869 egli scriveva: “Con grave dolore abbandono altrui queste preziose carte e mi sarà solo in parte attenuato se passeranno nelle mani di persone che le sappiano pregiare e conservare”. Il fortunato acquirente fu Gaola Antinori, Sindaco di Visso, attraverso l’intervento di un mediatore discreto e preciso, Filippo Mariotti, il quale accompagnò i preziosi cimeli con un messaggio che così recita: “Ecco i manoscritti leopardiani che Visso conserverà per ornamento suo e per gloria d’Italia”. La raccolta di manoscritti del Museo comprende i sei Idilli: L’Infinito, La Sera del giorno festivo, La Ricordanza o Alla Luna, Il Sogno, Lo Spavento notturno, La Vita Solitaria; cinque sonetti in Persona di Ser Pecora fiorentino Beccaio; l’Epistola al conte Carlo Pepoli; la prefazione alla seconda edizione del Commento alle rime del Petrarca e quattordici lettere indirizzate agli Stella di Milano tra il 1825 e il 1831, alcune da Recanati altre da Bologna. Sono componimenti che rivelano la solitudine di un genio intento ad esplorare gli angoli più nascosti del proprio cuore e a fare della natura-matrigna la sua più cara confidente.

 

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La Battaglia del Pian Perduto

Ciorro gualdese da bisogno mosso, di Canetra nel bosco taglia un legno, di Norcia il guardian gli corre addosso, ma il bravo Ciorro lo fa stare a segno: Ogni norcin da questo fatto scosso, d’armarsi contro Visso fa disegno [ … ]

( Battaglia del Pian Perduto, Berrettaccia , 1522)

ll patrimonio culturale dei Monti Sibillini, in cui certamente il mito della Sibilla ha un ruolo fondamentale, comprende molte altre storie e leggende, prodotte dal territorio. Tra queste uno dei più singolari è sicuramente il racconto degli avvenimenti legati alla “Battaglia del Pian Perduto”. Si tratta di una vicenda storica molto nota nella piana di Castelluccio e nella valle del Nera ma pressoché sconosciuta nel resto della regione, inerente un episodio avvenuto il 20 luglio del 1522 che ha segnato l’apice di antiche controversie territoriali con la città di Norcia e si riferisce ad un pascolo perduto da Norcia e conquistato da Visso e le sue Guaite (Ussita e Castelsantangelo sul Nera). Ma l’aspetto più caratteristico di questa curiosa vicenda è il fatto di essere narrata in uno straordinario poemetto di 116 ottave, creato nell’antico linguaggio delle nostre zone da un pastore-poeta contemporaneo ai fatti, certo Berrettaccia di Castelsantangelo, che descrive in modo suggestivo, non senza accenti ironici e talvolta comici, la controversia che sfocerà nella battaglia e come i vissani riuscirono a prevalere benché inferiori di numero.

 

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VISSO TRA STORIA E LEGGENDA

Secondo antichi manoscritti le sue origini risalgono a circa 900 anni prima della nascita di Roma, si hanno infatti notizie di un villaggio chiamato Vicus Elacensis alla confluenza dei fiumi Ussita e Nera. Dopo l’invasione Longobarda, nel 576 Visso fu assoggettato dal Ducato di Spoleto.Successivamente parte delle popolazioni che risiedevano nelle montagne vissane, per agevolare il commercio, si trasferirono a valle dando vita ad un centro indicato con il nome di Visse. Negli anni a seguire il borgo fu affidato ai Da Varano, Duchi di Camerino, che ne detennero il governo fin quando i Papi non lo affidarono definitivamente a dei Cardinali. Il terreno impervio circostante determinò la mancanza di spazi coltivabili cosicché i vissani furono costretti a spostarsi su territori distanti dal centro cittadino. Questa “migrazione” determinò la nascita di dispute con i circostanti centri di Camerino, Norcia, Montefortino, Montemonaco e Acquacanina; a tal proposito ricordiamo la celebre “Battaglia del Pian Perduto” del 1522 che vide protagoniste Visso e Norcia per il controllo sui terreni di Gualdo e del Pian Perduto. Dalla sua nascita e fino al momento dell’invasione napoleonica il comune di Visso fu diviso in “guaite”: Guaita Plebis (il centro), Guaita Uxitae (Ussita), Guaita Montana (Castelsantangelo sul Nera), Guaita Villae (Villa Sant’Antonio), e Guaita Paggese (Cupi, Macereto, Aschio). A capo di ogni Guaita veniva istituito un Priore che insieme agli altri presiedeva il governo centrale. Con l’invasione napoleonica (1799) Visso fu assoggettata prima al dipartimento del Clitunno, poi a quello del Trasimeno; Napoleone legò al comune di Visso anche la frazioni di Saccovescio, Castelvecchio, Sant’Eutizio, Campi, Ancarano, Croce, Orvano, Fematre, Rio Freddo, Chiusita, Mevale e Rasenna. Dopo il Congresso di Vienna Visso ottenne la nomina a “Città” per la grande importanza che rivestiva nel territorio Umbro. Dopo la proclamazione del Regno d’Italia Visso fu accorpata alla provincia di Macerata passando così dalla regione Umbria alla regione Marche e nel 1985 passò dalla Diocesi di Spoleto a quella di Camerino.

 

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